Colpire il cambiamento


Mia madre già inizia a parlare di “attentato ai giovani per scoraggiare loro che sono il cambiamento”.

Se nessun telegiornale ufficiale la smentirà nel giro di due settimane,
rafforzerà la fede nel suo intuito.

Se qualcuno in televisione continuerà a sosterene questa ipotesi,
sarà convinta che potrebbe avere ragione.

Ovviamente, non continuerà ad informarsi dopo che questo fatto sarà passato di moda.

E se fra parecchi anni, quanti ne servono a concludere le indagini, si scoprisse che la bomba fu piazzata da un quindicenne deluso d’amore (si suicidano, perché non devono uccidere?),
lei non lo verrebbe a sapere.

Avrebbe vissuto tanti anni in un paese dove il terrorismo attenta ai ragazzi perché sono il cambiamento.
In futuro i miei figli sentirebbero questa storia dalla nonna.
E per i miei figli sarebbe Storia.

L’unica cosa che mi consola,
è che non ho affatto intenzione di avere figli.

Marcia a regime (rientro andante con finale a sorpresa)

Rivisitazione di un testo di due anni e mezzo fa: certe cose cambiano, certe proprio no.

Ieri mi sono messo al collo un cartello con su scritto “Ho votato Berlusconi, uccidetemi”, e sono sceso in piazza.
Invece di uccidermi, migliaia di persone si sono messe al collo il cartello “Anche io, uccidetemi” e mi hanno seguito.

Visto che tutta la piazza era pentita, ne dovevamo trovare un’altra.
Ci siamo messi in cammino, come un corteo funebre, la gente ci guardava dalle finestre e subito ce la ritrovavamo in corteo.
Man mano i cartelli iniziarono a variare. C’erano quelli con la scritta “L’ho votato tre volte, uccidetemi”, quelli “ho venduto il voto per 400€, uccidetemi”, quelli “Perchè mi piace il blu, uccidetemi”, e uno in fondo che diceva: “Io ho votato Craxi. Uccidete tutta la mia famiglia”

Il movimento era ormai cresciuto, abbiamo chiamato i giornalisti per far parlare di noi, ma invece di intervistarci e riprenderci si sono accodati, con la scritta “Uccideteci”, e basta.

Mentre il corteo procedeva un tizio ci ha urlato “Lo avete votato e adesso ve lo cuccate, stronzi!”, e si è girato per andarsene. Prima che potessi fargli notare qualcosa, è caduto in un tombino aperto. Le strade non sono sicure, ho pensato.

Ogni tanto guardavo il corteo dietro di me, e mi sembrava di vedere qualche esponente di sinistra sparso nella folla, senza nessuna scritta al collo ma con lo sguardo che diceva “Anche a me, vi prego”.

Siamo passati davanti a un centro sociale.
Ci hanno guardati, qualcuno ha finalmente tirato fuori mazze e marmitte.
Poi, quando la tensione era alta e noi speravamo in uno scontro violento, hanno iniziato a passarsi canne e si sono rilassati. Maledetti.

Siamo passati davanti al Vaticano, due vescovi ci hanno detto che non potevano ucciderci perché solo Dio può togliere la vita. E lo dicevano sghignazzando.

Qualche giovane del corteo ha tirato fuori un cellulare e fatto foto e riprese, le ha spedite a qualche server che ha automaticamente pubblicato tutto su un blog.

Abbiamo ricevuto in pochi minuti migliaia di visite. Ma nessuno è venuto ad ucciderci.

In generale, più giravamo per cercare qualcuno che ci uccidesse, e più la gente si accodava. Il corteo era diventato enorme, tanto che nella confusione abbiamo sbagliato strada e abbiamo occupato un percorso non autorizzato per i cortei.
Arriva la digos.
“Chi cazzo siete?”
“Abbiamo votato Berlusconi, uccideteci”
“Questo non è un buon motivo. Ci sono negri?”
“No.”
“Comunisti?”
“No”
“Precari?”
“Tutti”
“Ok. Addosso ragazzi!”
Ma niente, le forze dell’ordine non ci hanno ucciso perché a causa dei tagli il loro equipaggiamento consisteva solo in battipanni di vimini e spray al peperonicino difettosi, che non pizzica ma lascia nell’aria odore di ‘nduja.
Così, dopo qualche vano stanco tentativo, hanno gettato le armi, e anche loro si sono accodati.

Non restava che riprendere a camminare, ormai non c’era nessuno in strada che non facesse parte del corteo.

Siamo arrivati sotto al Balcone, Lui non c’era.
Abbiamo iniziato a gridare a gran voce “Berlusconi, siamo i tuoi elettori, ti prego, uccidici!”
Breve Silenzio. Poi Berlusconi si è affacciato, sorridente.
Non parlava. E aveva due moncherini al posto delle braccia.

Poi, alla sua destra, si è affacciato Draghi, smangiucchiando una mano arrostita. Si è asciugato la bocca unta con la cravatta e ha detto, con voce calma: “Non ci pensate proprio, andate a lavorare!”
“Ma non abbiamo un lavoro!”
“Parlatene con Iacona!”, ed è rientrato dentro.
Berlusconi era lì. Sorridente. Immobile. Senza braccia.

Allora siamo tornati mesti alle nostre case, alle nostre tende e ai nostri cartoni per terra.
Tranne qualche ostinato che non voleva rinunciare alla morte, e perciò si è fatto assumere in cantiere.

Bondi Bondi Bobobò

Quali sono i casi in cui non conviene separarti da tua moglie?

A-Quando lei è un’ereditiera;
B-Quando lei è un giudice;
C-Quando lei è una pugile;

In tutti gli altri casi gli uomini raramente sentono i rimorsi di coscienza punzecchiargli i testicoli.
Ci sono volte però in cui un uomo guadagna fama e riconoscimenti affrontando coraggiosamente a lingua sguainata ogni sorta di deretano.
E’ allora, quando finalmente sei qualcuno, che una ex moglie incazzata può farti rimpiangere un’estrazione del molare senza anestesia.

Maria Gabriella Podestà, ex moglie del sommo pompelmo Sandro Bondi d’Italia, ha deciso querelare l’ex marito ed espiare la sua colpa più grande, averlo sposato, rivelando al pubblico alcuni particolari privati del Ministro dei capitelli e dei mezzibusti che aprono nuovi immaginari sulla scena del derisorio.

Mentre la scienza si chiede ancora come sia possibile che quest’uomo abbia avuto una moglie – questa domanda era sull’ultimo Focus, per dire – scopriamo che il sommo fosse un marito violento, infedele e padre assente.

Prima di leggere questa notizia, non riuscivo nemmeno a credere che sapesse ruttare, lo immaginavo trattenere le scoregge tutta la settimana dissimulando con un sorriso per poi scaricarle il sabato mattina a 30km dal centro abitato urlando versi di D’Annunzio per coprire il rumore;
e invece me lo ritrovo in salotto in mutande e canottiera, con l’alito di birra da discount, a schiaffeggiare una donna in bigodini, mentre dalla televisione la voce di Sgarbi che insulta un vaso cinese copre le bestemmie del figlio che con tutto quel chiasso non riesce a perfezionare la sua apatia.

Bene, questa settimana inizia con una novità: Bondi che picchia una donna.
Conservatela, è una di quelle immagini che ti lasciano stupito e perplesso.
Come Claudia Koll che parla di Gesù.
O Sylvester Stallone che cova un uovo.

MEDIASET UNIVERSAL

(Se la Cortellesi va a Zelig…)

Buonasera cari telespettatori di MEDIASET UNIVERSAL,
ecco i programmi della serata.

Su MEDIASET UNIVERSAL 1
alle 20.00 TG5, direttore Lilli Gruber;
alle 21.00 “Velone”, con Neri Marcoré;
alle 21.15 “Zelig”, con Paola Cortellesi e Claudio Bisio;
alle 23.30 “Matrix”, con Giovanni Floris: “Sindacato, un segno degli UFO?”. Ospite Pierluigi Bersani e il Mago Otelma;

Su MEDIASET UNIVERSAL 2
alle 20.30 “Striscia la Notizia”, con Serena Dandini e Maurizio Crozza
alle 21.30 “F.I.C.A.”, serieTv con B.Rodriguez, M.Arcuri, E.Canalis, S.Ferilli, E. Fenech, A.Marcuzzi, A.Yespica, V.Silvstedt e D.Luttazzi nel ruolo della Madre Badessa.
alle 23.30 replica di “Distretto di Polizia”, con Antonio di Pietro, regia W.Veltroni

Su MEDIASET UNIVERSAL 3
Ore 19.30 “Forum”, conduce Marco Travaglio
Ore 21.00 “Ecce Bombo 2″, film, con Claudio Amendola e Checco Zalone
Ore 22.30 Media Shopping, conduce il Cardinal Bertone
Ore 00.00 Documentario “Storia del Fascismo”, di Luciano Violante.

Grazie per aver scelto MEDIASET UNIVERSAL,
una tv che nessuno riteneva possibile!