SCARICABILE, E DIECI…

…lo vedete, se siamo già al decimo numero di un pdf satirico
redatto da sfigati che lo fanno girare tra i loro contatti,

è evidente che in questo paese c’è libertà di espressione.

Scaricate Scaricabile, prima che lui Scarichi voi.

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Il manifestante civile


(Pubblicato su Fuorilemura.it n°159)

Fini:”qualsiasi manifestazione, quando si svolge in modo civile, è un contributo al dibattito politico”.

Cari cittadini, incazzati perchè lo Stato vi ruba costantemente soldi, dignità e diritti senza mettervi in condizioni di vivere una vita decente,
per contribuire in maniera utile al dibattito politico bisogna lasciare da parte il livore, e ritrovare la serenità e la pacatezza del manifestare civilmente.

Ecco a voi le regole per essere un manifestante civile, da seguire in ogni occasione di una «discesa in piazza».

Risveglio: il primo pensiero della giornata non deve andare alle bollette, al lavoro o alla faccia di cazzo della persona contro cui state per manifestare, questo vi porterebbe un incivile malumore.
Alzatevi dal letto, avvicinatevi alla finestra con un sorriso, constatando che se c’è il sole “sarà una bella giornata di festa”, se piove “corteo bagnato corteo fortunato”.

Toeletta: recatevi in bagno per i vostri bisogni, dopodiché radetevi se siete uomini, cerettatevi se siete donne(o entrambe se siete promiscui), pettinatevi e truccatevi a dovere;
questo vi farà apparire civilmente curati, e non trasmetterete una immagine grigia e disadattata.

Verso il raduno: Col sorriso stampato sulle labbra uscite di casa e recatevi al raduno, meglio se con i mezzi pubblici perché, specie prima di un corteo, rispettare l’ambiente fa sentire molto civili.

Prima della partenza: cercate i vostri amici, datevi appuntamento possibilmente davanti a qualunque chioscolocale possa fornirvi un caffè, che in compagnia è un ottimo momento per socializzare quando non si ha internet sotto mano.

Prima della partenza/2:cercate lo spacciatore di bandiere.
Prendetele grandi e colorate, che le vostre mani siano impegnate a portare un importante simbolo vistoso di civiltà, e se il tizio che dovrebbe darvele gratis vi chiede 5 Euro, voi dategliene 10, generosi verso la causa.
Diffidate da coloro che portano cartelli scritti a mano o lenzuoli con scritte di vernice, che fa troppo centro sociale.

Durante il corteo: anzitutto, facce sorridenti e schiena dritta.
In qualunque momento potrebbero scattarvi una foto o riprendervi!
Se il vostro atteggiamento apparisse depresso, contratto o addirittura incazzoso, dalle immagini sembrerebbe che in Italia stia succedendo qualcosa di grave; ciò turberebbe l’opinione pubblica rendendo il tutto molto incivile.
Una utilissima distrazione è scattare foto e riprendere a propria volta, che fa molto party spensierato.

I cori: tendenzialmente sarebbe meglio evitarli, i coristi sono cantanti repressi perché non ammessi a XFactor.
Il manifestante civile segue solo musicisti di successo non a caso trasmessi dagli altoparlanti, come Jovanotti o gli U2, e dove essi non arrivassero si riempie il deprimente silenzio con fischietti, trombette o altro rumore festoso;
se si ritiene necessario intonare cori vecchio stile, assicurarsi che essi contengano formule di civiltà quali «con tutto il rispetto per lei», «certo questa è solo la mia opinione»e «non bisogna dire sempre di no».

L’intervento finale: è un momento di assoluta adrenalina, che rispetto a Peppone e Don Camillo oggi è reso più affascinante dai maxischermi, la diffusione audio e i riflettori accesi anche in pieno giorno perché negli schermi tutto sembri pieno di vitalità e colore.
Per questo, è importante una assoluta concentrazione verso il rock-leader.
Non lo state a sentire, non è importante.
Concentratevi sul momento giusto in cui battere le mani e issare le bandiere.

Ritorno a casa: la manifestazione civile è finita.
E’ stata una “divertente giornata di protesta”, o come il rock-leader l’ha definito, «uno spettacolo meraviglioso per la democrazia».
Questa espressione è una clamorosa cazzata, ma non è compito del manifestante civile porsi il problema.
Il problema ora è come chiudere la giornata: si può rientrare a casa a vedere se il cameraman che vi è passato vicino oggi era di qualche TG televisivo, si può uscire con gli amici approfittando per rivedere foto e video effettuati durante il corteo, magari a mangiare un panino o un kebab che fa sentire giovani e moderni, oppure si può andare al cinema o a fare un giro fuori città per dimenticare rapidamente il tutto.

Il manifestante civile ha esaurito il suo compito, da qui in avanti torna cittadino senza aver cambiato un cazzo della sua posizione.
Ma gli oppositori apprezzeranno il vostro contributo al dibattito politico, perché siete stati per qualche ora una buona alternativa alla televisione.

(nella foto in alto, una manifestazione civile perfettamente riuscita)

Uno spettacolo meraviglioso

Veltroni: “Siamo in tantissimi. La testa del corteo è a Circo Massimo, mentre la coda è ancora a casa a dormire”.

D’Alema:
“E’ stata una giornata bellissima con cui abbiamo segnato una svolta nel Paese”
“Quale svolta abbiamo dato?”
“…scusate devo andare ho la barca in doppia fila”.

Finocchiaro: “Dovrebbero portare più rispetto per una manifestazione che ha portato in piazza oltre due milioni di italiani. Noi rispettammo al tempo la loro manifestazione.”
Ti sei risposta da sola.

Veltroni: “Uno spettacolo meraviglioso per la democrazia. Da oggi anche noi siamo pronti per il varietà”

PIAZZISTI VILIAPPESI

(Pubblicato su Fuorilemura.it, n° 146)

In Piazza Navona c’ero anche io, un pomeriggio che non dimenticherò facilmente.
Perchè ero circondato da scassacoglioni che ad ogni pausa, risata o applauso,
prendevano a sventolarmi in faccia le bandiere di Italia dei Valori.
Tanto che a un certo punto chiedo a uno:
“Ma non era organizzata da Micromega?”
“Ehi Gino, qui c’è uno che vuole dividere l’opposizione!”
“Accoppalo! Frullalo!!”
“Aspttate, lo frulliamo dopo, adesso tirate su le bandiere che c’è il TG1! E dite Cheeese!”
Ho rischiato di essere linciato in piazza, e la cosa che più disgustosa è il riferimento storico.

Comunque, parliamo della giornata.

E’ stata una manifestazione dignitosa devo dire, in fondo nessuno è stato manganellato.

L’episodio che mi è rimasto più impresso è lo smarrimento di un bambino americano. La madre è salita più volte sul palco per chiamarlo al microfono, ma un bambino solo in una piazza di comunisti è evidente che sia spacciato.

Per il resto begli interventi, belle parole, satira divertente…anche se, concordo, certe volgarità potevano essere risparmiate: non è corretto ripetere tutte quelle volte “maroni”.

Insomma niente di straordinario, una bellissima piazzata contro i soliti noti, peccato che da noi una mobilitazione di cittadini conti meno dell’IPhone.
Anche se, considerando che in alcuni paesi si finisce in galera per aver espresso un’opinione, in Italia siamo fortunati a non contare un cazzo.

Riassunto del dopo-festival:
I media ribaltano il senso della manifestazione, dando risalto soltanto agli unici argomenti nuovi della sinistra.

I giornalisti chiedono al Vaticano un parere sulla satira.
Un pò scontato. Provate a chiedere al vostro culo cosa ne pensa delle emorroidi.

Curzio Maltese accusa la Guzzanti di essersi esibita per far parlare di sé sui giornali, e l’accusa scrivendo di Sabina su un giornale.

Veltroni indignato: “Di Pietro deve decidere, o con la piazza o con Berlusconi!”
E poi: “è grazie a personaggi come la Guzzanti se la destra è al Campidoglio”.
Non sapevo che Sabina scrivesse i discorsi di Rutelli.

Fini dice che l’oscenità non è satira, e se ne intende: è dal suo viaggio in Israele che fa satire feroci contro fascismo, Almirante e leggi razziali, e non ha mai detto neanche “culo”.

Bondi dà del vuoto culturale a Umberto Eco, e poi dedica una poesia a Cicchitto(e questa non è una battuta).

Nanni Moretti critica la mancanza di eleganza della piazza, mentre lavora alla scena del nuovo film in cui si incula una torta Sacher.

All’Inferno, diavolacci frocioni attivissimi querelano la Guzzanti.

100mila partecipanti secondo gli organizzatori, 15mila secondo la questura,
50mila passavano per caso secondo Furio Colombo.

Considerazioni conclusive:
Quando si vuole truccare un incontro di boxe, quello che deve perdere va avvisato prima.
La prossima volta…ah no scusate, ho sbagliato.

(nella foto in alto, il ruggito della piazza)

PS:
“Ehi Gino, è passato il TG1?”
“Sì, ora accoppiamolo!”

8 Luglio a Piazza Navona, transfert n°1

Una manifestazione dignitosa, in fondo nessuno è stato manganellato.
L’episodio che mi è rimasto più impresso è lo smarrimento di un bambino americano. La madre è salita più volte sul palco per chiamarlo al microfono, ma un bambino solo in una piazza di comunisti è evidente che sia spacciato.

Il giorno dopo, i media ribaltano il senso della manifestazione, dando risalto soltanto agli unici argomenti nuovi della sinstra.

Veltroni indignato: “Di Pietro deve decidere, o con la piazza o con Berlusconi!”

Fini, che se ne intende, dice che l’oscenità non è satira: è dal suo viaggio in Israele che fa satire feroci contro fascismo, Almirante e leggi razziali, e non ha mai detto neanche “culo”.

I giornalisti chiedono al Vaticano un parere sulla satira.
Scontato, come chiedere al proprio culo cosa pensa delle emorroidi.

DE CRETO SILVIO


(Pubblicato su Fuorilemura.it)

Non si può continuare così.
Ok, Berlusconi è un dittatore, impunità, legalità, scandalo, indignazione, blablabla.
Sono 15 anni che si parla dei processi e degli interessi personali del nanogiocoliere, ma non sembra interessare granché, visto che il suo mandato da imperatore gli è stato rinnovato.

“Sta lì perché l’ha eletto il popolo!”
Certo, un popolo che non sa chi sia Goebbels ma conosce a memoria tutte le puntate de “i Cesaroni”.

La situazione è quella che poteva prevedere anche un chiwawa miope:

il capo del governo deve evitare la galera, perché c’è un sacco di gente che ci farebbe volentieri il gioco della saponetta sotto la doccia.

Il suo circense governo di nani, starlette, ciarlatani e bestie ammaestrate(e non è una metafora) si fa in quattro per gli interessi del suo capo, per il resto consultano i tarocchi.

L’opposizione…ah no scusate, ho sbagliato paese.

NonnoNapolitano chiede di trovare soluzioni condivise,
sennò il nano gli telefona pure alle due di notte e lui vorrebbe godersi la vecchiaia in pace.

L’informazione striscia(..ops, ho detto “Striscia”?) meglio del solito.

La rete è un pullulare di coscienza di lotta al regime.
E i fornitori di abbonamenti ADSL non sono mai stati così partigiani.

E intanto stamattina dal benzinaio ho messo 5euro nel distributore automatico, e sul display è apparso:
“ehi amico, l’elemosina falla ai lavavetri!”

Ragioniamo.

Visto che il nanoficcatore non può dire apertamente “voglio solo farmi i cazzi miei”, deve farsi leggi contorte che combinano guai.
Il decreto sicurezza per esempio: per sospendersi dalle accuse di corruzione, sospende i processi del G8, quelli per pedofilia, omicidio colposo per colpa medica, omicidio colposo per violazione delle norme stradali, stupro e violenza sessuale, eccetera eccetera, Che c’entrano i ragazzi zampognati di botte a Genova o i cadaveri del santa Rita con le mazzette del nanocompratore?
Oppure le intercettazioni: non sapremmo ancora nulla di Fazio Bankitalia Antonveneta e altro
per non violare la puttan-privacy Agostino Saclà e il nanoputtaniere.

E’ un braccio di ferro tra noi e lui, in cui noi non abbiamo speranze, sappiatelo.
In nome di cosa vogliamo andare avanti così? In nome della democrazia?
Sono anni che ci ripetiamo che la democrazia in Italia è morta, non potremmo occuparci prima dei sopravvissuti?

A quale istituzione vogliamo appellarci? Al parlamento europeo? All’Onu? Alla Fao?
Prima dobbiamo iniziare a morire di fame.

A ben pochi italiani interessa che Berlusconi venga condannato o meno, la nostra è una nazione ignorante, con scarso senso civico e zero valori di responsabilità.
Ma ce la dobbiamo tenere perché la garanzia è scaduta negli anni ’80.

Che fare? Protestare ancora? Io inizio ad annoiarmi.
Pochi giorni fa mi sono ritrovato, senza sapere come, a leggere il corriere dello sport!
E l’ho trovato piacevole, cacchio!

E allora, se proprio dobbiamo avere leggi vergognose, antidemocratiche e anticostituzionali, non possiamo farne solo una?
Una che invece di rovinare la gente con gli effetti collaterali, dica semplicemente:
“Il cittadino Silvio Berlusconi, cittadino più uguale degli altri, è esente da ogni procedimento giudiziario a suo carico e pagherà solo l’1% di tasse, con effetto immediato e retroattivo. E gratis una zoccola di tanto in tanto”.

“Sarebbe un oltraggio alla democrazia!”
Beh, ‘oltraggio’ vuol dire che stiamo migliorando.

Non so voi, ma direi che la mia, tra le tutte le prese per il culo,
è la più onesta e conveniente per tutti, vi pare?

(nella foto in alto, il dialogo)